Casa Balla
Opere inedite
a cura di Roberta Giulieni
Vi aspettiamo a Flashback Torino – Stand 45
con una selezione di opere inedite di Giacomo Balla, Piero Dorazio ed Elica Balla!


Giacomo Balla
(Torino 1871 – Roma 1958)
Romanticismo moderno – Giardino del lago, 1939
Trittico ad olio su compensato con rete, tre pannelli, da sinistra a destra cm. 77×47, cm. 77×63, cm. 77×47 cornice dipinta a formare il trittico, cm. 93 x 186,5
nel pannello di destra firma in basso a destra
firma, data e titolo sul retro
Provenienza:
Casa Balla;
Avv. Roberto Donati (83b);
Collezione privata, Roma.
Pubblicazioni: E. Balla, “Con Balla”, vol. III, pp. 152-157 (op. cit.) e pag. 207 (op. cit.)
In questo trittico, intitolato sul retro “Romanticismo moderno – Giardino del lago”, Giacomo Balla ci porta nella sua amata Villa Borghese anche negli anni ’30. Come scrive la figlia Elica nel 1986: “Nella luce dorata del meriggio estivo [Balla] troverà ancora e sempre i due innamorati che, se verrà la guerra, se quel giovane tra pochi giorni partirà per sempre, il sentimento d’amore trionfa su tutti i cambiamenti, su tutti i futuri travagli e perciò, dice mio padre che il soggetto è un romanticismo moderno e lo dipinge per quel tanto di speranza di vita che continua”. L’opera proviene direttamente da Casa Balla a via Oslavia: era conservata nella stanza di Elica dove viene catalogata e inventariata da Maurizio Fagiolo dell’Arco (con la mia collaborazione) nel settembre del 1993 (come Elica IV).
Elena Gigli

Giacomo Balla
(Torino 1871 – Roma 1958)
Sbandieramento, fine 1918 – inizi 1919
velluto, panno, fili di cotone, passamaneria e bronzo dorato
firma “Balla Futurista” in basso a sinistra a ricamo
eseguito in applicazioni e ricamo da Luce Balla
Provenienza:
Casa Balla;
Avv. Roberto Donati;
Collezione privata, Roma.
Pubblicazioni: A. Balla, “FuturBalla Pannelli di Luce”, catalogo della mostra, Roma anni ’80, ill. in copertina, p. 5.
E. Balla, “Con Balla”, Multhipla Edizioni, Milano, 1984-1986, vol. II, ill. in copertina
L’opera, pensata dall’artista come un arazzo, fu materialmente eseguita dalla giovane “quattordicenne” figlia di Balla, Luce, come ricordato espressamente Elica Balla nel suo libro di memorie (E. Balla, Con Balla, vol I, p. 456): “(…) Lucetta aveva cucito la bandiera tricolore che Mario Carli portava nelle manifestazioni patriottiche con il suo gruppo di arditi (…)” . L’opera va collocata tra la fine del 1918 e l’inizio del 1919, parallelamente alla fondazione del periodico “Roma Futurista”, di cui Mario Carli era condirettore (con Marinetti e Settimelli), come ricorda Elica Balla. La montatura contrastante a stendardo è originale (così Balla la conservava nella sua casa e così veniva evidentemente esibita nelle manifestazioni patriottiche futuriste). Proviene dall’eredità delle figlie di Balla. Nelle memorie citate l’opera fu pubblicata in copertina (vol. II); come pure nella copertina (e a pag. 5) del catalogo della mostra “FuturBalla Pannelli di Luce”, con espressa menzione di Giacomo Balla come autore, mentre altri arazzi vengono pubblicati come Luce su ispirazione a motivi di Balla.
Prof. Fabio Benzi



